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Strategie Opinabili?

Storia di come ad un ministro venne in mente che forse, per un mafioso, i domiciliari non sono sufficienti.

Premetto che questo non sarà un articolo di cronaca, quanto di critica, per quanto possa essere in grado, e soprattutto di supporto a chi questi problemi li affronta di petto e fa si che non vengano insabbiati, come spesso accade. Risulterà infatti molto strano ai più che, nel nostro bel paese, una banda armata di circa sei persone sia riuscita ad uccidere sedici persone in sei mesi, senza fare il minimo rumore. In realtà con i kalashnikov di rumore se ne fa’, e parecchio, ma come spesso accade dalle nostre parti si è dovuti arrivare alla strage prima che si muovesse qualcosa, quella del 18 settembre a Castel Volturno, durante la quale vengono uccisi quattro liberiani e due ghanesi. Di oggi la notizia dell’arresto di uno dei presunti autori della strage, si trovava agli arresti domiciliari, pregiudicato e ritenuto essere vicino ad uno dei clan mafiosi più potenti della zona, quello dei Casalesi.

Solo oggi, dopo il bagno di sangue, il ministro degli interni Roberto Maroni ha riflettuto sull’efficacia degli arresti domiciliari per pregiudicati appartenenti ad associazioni mafiose. Personalmente lo ringrazio per essere giunto finalmente a questa brillante illuminazione, sperando che la riflessione porti al più presto a qualche cosa di più concreto. Naturalmente, in linea con la strategia risolutiva di tutti i problemi del governo, il consiglio dei ministri valuterà se inviare mille militari in supporto alle forze dell’ordine.

Forse il problema non è che non ci sà abbastanza; ci sono nomi, meccaniche, rotte di traffici, è possibile arrivare a gran parte delle arterie che tengono vive le associazioni mafiose, ma sembra che molti facciano ancora finta di non sapere o meglio non danno il giusto peso al situazione.

Allego una piccola parte della lettera di Roberto Saviano, autore come quasi tutti saprete del libro Gomorra, che consiglio a chiunque voglia approfondire l’argomento, pubblicata oggi su Repubblica.it a proposito della strage di Castel Volturno.

Spero con questo mio breve post di essere riuscito a spronare qualcuno ad informarsi sulla questione, non sono certo io in grado di offrirvi una panoramica chiara degli eventi, ma sono certo che chiunque decidesse di compiere questo sforzo e approfondire, si renderebbe subito conto che la situazione non è quella che disegnano, che c’è davvero un impero con delle radici profonde dietro la parola mafia, che non a caso qualcuno è arrivato a parlare di Stato nello Stato, che quello che si sta facendo non può in alcun modo essere sufficiente. Con questa speranza vi saluto e, di nuovo, è stato un piacere.

SAVIANO, LETTERA A GOMORRA TRA KILLER E OMERTA’

I RESPONSABILI hanno dei nomi. Hanno dei volti. Hanno persino un’anima. O forse no. Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino, Pietro Vargas stanno portando avanti una strategia militare violentissima. Sono autorizzati dal boss latitante Michele Zagaria e si nascondono intorno a Lago Patria. Tra di loro si sentiranno combattenti solitari, guerrieri che cercano di farla pagare a tutti, ultimi vendicatori di una delle più sventurate e feroci terre d’Europa. Se la racconteranno così.

Ma Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino e Pietro Vargas sono vigliacchi, in realtà: assassini senza alcun tipo di abilità militare. Per ammazzare svuotano caricatori all’impazzata, per caricarsi si strafanno di cocaina e si gonfiano di Fernet Branca e vodka. Sparano a persone disarmate, colte all’improvviso o prese alle spalle. Non si sono mai confrontati con altri uomini armati. Dinnanzi a questi tremerebbero, e invece si sentono forti e sicuri uccidendo inermi, spesso anziani o ragazzi giovani. Ingannandoli e prendendoli alle spalle.

E io mi chiedo: nella vostra terra, nella nostra terra sono ormai mesi e mesi che un manipolo di killer si aggira indisturbato massacrando soprattutto persone innocenti. Cinque, sei persone, sempre le stesse. Com’è possibile? Mi chiedo: ma questa terra come si vede, come si rappresenta a se stessa, come si immagina? Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l’amore? Vi ponete il problema, o vi basta dire, “così è sempre stato e sempre sarà così”?

Davvero vi basta credere che nulla di ciò che accade dipende dal vostro impegno o dalla vostra indignazione? Che in fondo tutti hanno di che campare e quindi tanto vale vivere la propria vita quotidiana e nient’altro. Vi bastano queste risposte per farvi andare avanti? Vi basta dire “non faccio niente di male, sono una persona onesta” per farvi sentire innocenti? Lasciarvi passare le notizie sulla pelle e sull’anima. Tanto è sempre stato così, o no? O delegare ad associazioni, chiesa, militanti, giornalisti e altri il compito di denunciare vi rende tranquilli? Di una tranquillità che vi fa andare a letto magari non felici ma in pace? Vi basta veramente?

Questo gruppo di fuoco ha ucciso soprattutto innocenti. In qualsiasi altro paese la libertà d’azione di un simile branco di assassini avrebbe generato dibattiti, scontri politici, riflessioni. Invece qui si tratta solo di crimini connaturati a un territorio considerato una delle province del buco del culo d’Italia. E quindi gli inquirenti, i carabinieri e poliziotti, i quattro cronisti che seguono le vicende, restano soli. Neanche chi nel resto del paese legge un giornale, sa che questi killer usano sempre la stessa strategia: si fingono poliziotti. Hanno lampeggiante e paletta, dicono di essere della Dia o di dover fare un controllo di documenti. Ricorrono a un trucco da due soldi per ammazzare con più facilità. E vivono come bestie: tra masserie di bufale, case di periferia, garage.

Continua su: http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/caserta-sparatoria/saviano-omerta/saviano-omerta.html

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