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E se i cattivi giocassero a fare i buoni…

E se i cattivi giocassero a fare i buoni, avete mai pensato quali possibili conseguenze? L’ipotesi opposta è facilmente immaginabile, basti pensare al gran numero di animi nobili, della letteratura, della cinematografia, della storia, che per raggiungere i loro meritevoli obiettivi, o in un momento di umana debolezza, hanno ceduto ad atti ben poco edificanti. Non sono pochi gli esempi, perfino Topolino non è insospettabile di atti impuri, ma in linea di massima, sono comportamenti comprensibili e che, in qualche modo, ai nostri eroi si possono abbonare. Ma veniamo all’ipotesi rivoluzionaria. So che questo costituisce un titanico sforzo immaginativo, ma provate a pensare, ad esempio, ad una Santa Sede che invece delle solite noiose ingerenze in questioni che non la riguardano, invece dei commenti mistificatori e dogmatici, invece dei ridicoli sermoni, che richiamano l’attenzione su fame e povertà, dispensati da un balcone in un alloggio sfarzoso dall’ominide di turno vestito di tutto punto e ornato di anelli neanche fosse Il Padrino, insomma se invece di questa S.p.A. che disorienta le menti di tanta povera gente, ce ne fosse una realmente aperta al prossimo, che, come vuole il Cristo di cui si riempie continuamente la bocca, faccia voto di povertà in favore di chi ne ha realmente bisogno, professi il libero arbitrio, si faccia promotrice di pace non solo a parole, ma smettendola con razzismi e discriminazioni, che la consacrano luogo di divisione e di finto perbenismo. L’attuale presidente dell’istituzione di cui stiamo parlando è filosofo nonchè uomo di cultura (ricordiamo, tra gli inutili altri, Ragione e Fede scritto con il filosofo tedesco Jurgen Habermas), peccato che chiaramente di scuola nazista. Pare che le persone non si cambino, ma a parer mio, nell’ipotesi ipotetica sarebbe un mondo diverso. Passando per i politicanti di vecchia generazione, pensiamo a quelli italiani, uomini che perlamiserialadra non vogliono morire (dannato aumento della speranza di vita), impedendo a nuove idee e nuove generazioni di prendere il comando di una baracca che è prossima al collasso, che scrivono decreti-legge come fossero ricette mediche, che varano leggi facendosi i conti in tasca, che hanno perso l’etica, la ragione, e tutt’al più, in qualche caso, hanno guadagnato l’alzheimer, insieme alle palate di soldi sporchi di cui non sanno che farsi, se non cospargersi di neve in una stanza d’albergo con qualche passeggiatrice (tipico comportamento democristiano, ora in voga anche in altre fazioni politiche, ma diffidate delle imitazioni), perchè tanto hanno tutto gratis, loro, e i guadagni possono spenderli solo sul mercato nero (per fortuna quelle merci se le devono ancora pagare). Pensate se loro giocassero a fare i buoni, quante cose utili potrebbero fare dalle poltrone in pelle, quanta gente potrebbero aiutare (si, lo so che ad amici e parenti già non si fa mancar nulla, dicevo in generale). Come sarebbe bello se si lavassero la coscienza e potessero finalmente uscire di casa senza scimmioni intorno, non dovendo più temere gli sputi, le disgrazie, le pallottole, le granate (nei casi critici) e gli insulti che la gente capace di ragionare non vede l’ora di scagliargli addosso. Il gioco riuscirebbe forse meglio. E se l’ordine non fosse ristabilito sempre e solo con i manganelli, e i lacrimogeni, e le armi in dotazione usate alla cieca come se fossero caricate a salve, ma di tanto in tanto anche con la concertazione e il dialogo? Se certe persone non eseguissero gli ordini che ricevono come automi, macchine, o animali ben addestrati, ma ragionassero sulle proprie azioni, se potessero provare il male che arrecano, credete che capirebbero? Se fosse loro figlio a cadere a terra esanime, se fosse la loro figlia rannicchiata in un angolo a pregare di smetterla di inveire su chi già è stato privato della forza di muoversi, se fossero loro a vedersi trattati peggio che bestie, questo li farebbe smettere di creare disordine, violenza, e dolore, solo perchè “questa è la strategia da seguire”? Se Mangiafuoco non schiavizzasse Pinocchio, se non lo costringesse a lavorare per lui, ma gli offrisse un contratto a tempo indeterminato e un salario dignitoso, non andrebbe a finire meglio per entrambi? Insomma, Pinocchio è unico nel suo genere, quel tirchio capitalista guadagnerebbe lo stesso una fortuna tenendolo con se e non facendogli mancare nulla! Alla fine, giustamente Pinocchio scappa e chiede un prestito alla Fata Turchina, che poi è quello che avrei fatto anch’io. E invece no, le regole dei giochi, così come la realtà, non si cambiano, i cattivi continuano a fare del male, e i buoni a fare del bene. La differenza tra realtà e fantasia? Forse semplicemente che nella fantasia i buoni, pur soffrendo, alla fine trionfano, nella realtà non sono così fortunati. Ci saranno sempre i cattivi (che nella realtà vogliono passare per buoni ma risultano solo patetici e finiscono per fare una figuraccia) che non ragioneranno con la testa ma con altre parti del corpo che è meglio non specificare, molti eroi finiranno per perdersi, per adottare i metodi dei più forti, e diventeranno essi stessi malvagi, e infine, seppur come minoranza in via d’estinzione, continueranno ad esserci i buoni, che ogni tanto perdono la testa ma rimangono sempre tali, e come tali continuano imperterriti a prenderla in quel posto. E solo qualcuno visse felice e contento.

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Carlo Giuliani

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