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Dialogo tra amici (Pt.III)

A: Ma si può sapere che cosa stai dicendo?!

B: Quello che dico è assolutamente normale, non guardarmi come si fa con gli psicopatici. Io-io dico solo che dovrei andare via per un po’. Staccare con le solite storie, con le consuetudini deumanizzate che affollano le mie giornate. Più cerco di farmi esterno al mondo, più quello mi si attorciglia al collo, che diamine! O finirò come un esistenzialista nevrotico.

C: Ma dove te ne vuoi andare? St’estate tutti in Spagna, partiamo in massa, ti assicuro il delirio!

A: Complimenti, ora scoprirai cosa comporta dire frasi sconvenienti. Ora inizia… (volgendo gli occhi al soffitto ingiallito)

B: Cosa? Ahahah, che spiritosaggine, caro compagno! Se era un po’ d’ilarità, per tirarmi su il morale, quella che  volevi suscitare, mi congratulo, ci sei riuscito (con la voce più calma di quanto lasciasse intendere il sorriso sinistro).

C: No, ma che vai dicendo? Si parte davvero per la Spagna! Dai, andiamo al bar in centro, beviamo qualcosa, ci saranno sicuramente gli altri, così ne parliamo. Devi assolutamente venire con noi!

A: … (guarda C allibito,e  teme il peggio)

B: La Spagna, il bar, gli altri, hai-hai perfettamente ragione! E’ questo il problema, per questo ti dicevo che dovevo andar via. Il bar, per così dire, è un posticino oggettivamente brutto, e triste, e- e terribilmente statico. Il parco che lo circonda è insulso, e di notte tendente al tetro, maltenuto, che ti vien pena per gli alberi che son costretti a guardare lo spettacolo che gli si presenta ogni giorno. E inoltre, ma non ti accorgi che piove? Persino i preistorici quando il tempo era ostile si riparavano nelle caverne, e invece quel bar è talmente piccolo che riesci appena a prender da bere e poi via, tutti fuori col sole, il vento, la pioggia e la neve. Ma quando grandina, ci andate? E poi gli altri, ma gli altri chi? Io e gli altri non parliamo più di nulla che non siano convenevoli, e già da tempo non abbiamo molto da spartire. I più mi pare di conoscerli appena. Prima o poi diventeranno il mio inferno, e La nausea l’ho solo sfogliato. Inoltre mi sembra che anche tra voi non abbiate molto da dirvi. Insomma, non si trova un argomento universale di cui parlare, se esce fuori è minimizzato e il discorso muore prima di iniziare, e si finisce a parlare delle proprie giornate, delle feste passate, di chi fornica con chi. E in tutto questo c’è qualcosa di strano. Usate poco il futuro, ecco che c’è, e abusate del presente, e del presente storico ovviamente, simil cronaca. Inusuale per esseri umani con ancora così poca vita alle spalle. Poi questo viaggio in Spagna. Io ti dico che voglio un viaggio per evadere, e tu mi proponi un viaggio con persone che, per le scarse possibilità di condivisione, vedo già troppo spesso? Ti dirò, ti ringrazio per l’offerta, ma contavo di viaggiare solo, e puntare oltreoceano. Quanto all’uscita, sarà per un altra volta. Che vuoi farci, il tepore di casa, del buon vino. Saluta tutti!

C: Puah, sei malato! Tu che fai, vieni? (fa ad A, già sulla porta)

A: Passo anch’io. Nel caso ci sentiamo più tardi, hasta luego!

C: Sì sì, prendi per il culo anche tu. Addio. (esce contrariato sbattendo la porta. A e B si guardano, ridono.)

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